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Servizi per la ristorazione

Le eccellenze da Mercati della Terra e Presìdi Slow Food

Il servizio di consegna di prodotti Mi.Cibo nasce dall’esigenza di mettere in comunicazione la ristorazione e i prodotti legati alla filosofia del buono, pulito e giusto. Molte realtà, sia nel campo della ristorazione che nel campo della commercio al dettaglio, scelgono materie prime e prodotti di territorio. Accanto a queste, ve ne sono molte altre, che pur essendo interessate sono limitate nell’approvvigionamento dei prodotti, in quanto la natura puntiforme dell’offerta produttiva comporta o comporterebbe un grande sforzo organizzativo nella gestione del magazzino e dei punti vendita.

Forte di una estesa conoscenza della realtà produttiva locale e del mondo del presidi Slow Food italiani, Mi.Cibo ha strutturato un servizio di distribuzione leggero e semplice, composto da una piattaforma fisica che svolge il ruolo di collettore tra aziende e città, un vero e proprio contenitore fisico dove vengono raccolti e da cui vengono distribuiti i prodotti del Mercato della Terra e del mondo Slow Food a Milano. Gli ortaggi e la frutta: i vegetali freschi sono gestiti riducendo al più possibile il tempo tra raccolta e la consegna, privilegiando specie e varietà che più si adattano ad una produzione rispettosa dei tempi e delle cicli naturali. Le aziende coinvolte sono piccole e situate nel territorio milanese (che partecipano al Mercato della Terra), in quello lombardo e, nel caso di prodotti di presidio Slow Food, provenienti anche da altre regioni del territorio nazionale.

Funzionamento del servizio

Ordine e consegna settimanale con listino in funzione di stagionalità e disponibilità dei prodotti.

Per informazioni scriveteci, grazie

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Il giardino edibile di Intesa San Paolo Vita

L’idea di realizzare un “Giardino edibile” sul terrazzo di Intesa San Paolo Vita, nasce dalla sollecitazione dei dipendenti, che dopo la realizzazione di nuovi spazi sul terrazzo dell’edificio in oggetto hanno sentito la necessità di poter fruire maggiormente dello stesso.

L’idea progettuale era quella di realizzare un orto, attraverso il quale divulgare una filosofia di vita e di agricoltura rispettosa dell’ambiente e dei tempi della natura.

Sono quattro, le funzioni principali che un orto slow deve porre in evidenza:

• essere rispettosamente produttivo,

• essere bello e funzionale,

• essere malleabile e capace di adattarsi all’interno di contesti cittadini e metropolitani,

• essere un punto di incontro, dove l’educazione e l’inclusione sociale siano obiettivi prioritari.

Il progetto coinvolge il personale aziendale in un percorso di formazione e sensibilizzazione verso i temi della produzione locale, della sostenibilità ambientale e del consumo consapevole. Oltre alla progettazione dello spazio fisico (realizzato in collaborazione con il progettista dello stabile di via Stelvio) vengono effettuati una serie di incontri formativi, volti a fornire gli strumenti tecnici che permettono una gestione autonoma dell’orto nel medio lungo periodo.

Anche questo è un progetto Mi.cibo

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L’orto di Slow Food a Expo 2015 è firmato Mi.cibo

Un orto didattico per raccontare al pubblico quanto importante sia produrre cibi freschi e locali, rispettando l’ambiente e la biodiversità.

I criteri con i quali è stato disegnato e realizzato sono quelli contenuti ne Il piacere dell’Orto,  Slow Food Editore 2015.

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Nasce MI.CIBO

Nutrire Milano, energie per il cambiamento è un progetto nato da Slow Food Italia alla fine del 2009, con il duplice obiettivo di veicolare in modo sostenibile una selezione di prodotti alimentari di prossimità alla città di Milano e di consentire ai cittadini di fruire del territorio agricolo periurbano. Il progetto, che nel suo nome richiama lo slogan di Expo 2015 (Nutrire il pianeta, energie per la vita) è stato accolto positivamente dalle istituzioni pubbliche e private locali fra cui il Comune di Milano e il Parco Agricolo Sud, sostenitori di una prima parte di progetto, e soprattutto da Fondazione Cariplo, che ha finanziato il progetto per quattro anni consecutivi. I primi tre anni di progetto hanno visto la consulenza scientifica dell’Università degli Studi di Scienze Gastronomiche e del Politecnico di Milano, dip. Design.

Nutrire Milano nel corso di questi anni, ha saputo coinvolgere e far dialogare realtà molto diverse tra loro, da quelle istituzionali al terzo settore, dalle aziende agricole locali ai trasformatori, dai negozi di vicinato al mondo dei soci Slow Food, dal pubblico generico alla stampa di settore. Molti attori sono stati coinvolti a partire dalla ricostruzione delle filiere  e dalle attività di servizio alla vendita, dai momenti di formazione a quelli di educazione permanente, dall’organizzazione di eventi al coinvolgimento della cittadinanza attraverso mercati, incontri pubblici e workshop, dove finora hanno svolto ruolo importante la Condotta di Slow Food Milano e la rete di Slow Food e Terra Madre Lombarda.

Fondazione Cariplo ha progressivamente riconosciuto Nutrire Milano come progetto capace di intervenire nello sviluppo sociale, culturale ed economico dell’area di riferimento, e progressivamente il progetto ha iniziato ad autosostenersi economicamente, in coerenza con la strategia della Fondazione Cariplo che mira a finanziare progetti in grado di diventare autonomi. Pertanto già dal secondo anno di attività si sono condotte sperimentazioni su servizi che coerentemente con le linee progettuali sarebbero potuti diventare attività economicamente sostenibili.

Nutrire Milano oggi può contare su una rete di circa 100 aziende agricole e artigianali attivamente coinvolte, a cui mette a disposizione un ampio know how tecnico e relazionale frutto del un lavoro svolto in questi 4 anni. Tutto avviene nello spirito di Slow Food, a complemento delle attività associative sul territorio.

Questo progetto fin dall’inizio è stato disegnato per accompagnare il percorso di avvicinamento a Expo 2015, e ha visto tra le attività principali la strutturazione di filiere brevi (il Pane di Nutrire Milano, le filiere di carne, salumi e formaggi, ortaggi e frutta etc), l’attivazione di un Presidio Slow Food per il recupero della razza bovina Varzese, l’attivazione del Mercato della Terra di Milano, la strutturazione di proposte turistiche per la fruizione sostenibile del territorio (percorsi ciclabili, rete di accoglienza), la mappatura del territorio provinciale e lombardo attraverso visite dirette aziendali e allo sviluppo del sito internet georeferenziato www.nutriremilano.it

Oggi questi risultati e lo sviluppo di possibili attività commerciali, sono tali da consentire l’attivazione di una start-up in grado di continuare autonomamente (ma coerentemente con le linee guida del progetto e la filosofia Slow Food), le attività in un ottica di autofinanziamento.

Eccoci: MI.CIBO è il risultato di questo percorso.